Norme per l’energia

Norme per l’energia

LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO ELETTRICO

Art. 1.

Liberalizzazione e trasparenza societaria

Le attivita’ di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica sono libere nel rispetto degli obblighi di servizio pubblico contenuti nelle disposizioni del presente decreto. Le attivita’ di trasmissione e dispacciamento sono riservate allo Stato ed attribuite in concessione al gestore della rete di trasmissione nazionale di cui all’articolo 3. L’attivita’ di distribuzione dell’energia elettrica e’ svolta in regime di concessione rilasciata dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato provvede alla sicurezza e all’economicita’ del sistema elettrico nazionale, e persegue tali obiettivi attraverso specifici indirizzi anche con la finalita’ di salvaguardare la continuita’ di fornitura e di ridurre la vulnerabilita’ del sistema stesso.
Ai fini della sicurezza del sistema, nella fase di transizione fino all’entrata in funzione del sistema di dispacciamento di merito economico di cui al comma 2 dell’articolo 5, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato emana apposite direttive ed in particolare determina con propri provvedimenti l’assunzione di responsabilita’ da parte del gestore della rete di trasmissione nazionale, dell’acquirente unico e del gestore del mercato di cui agli articoli 3, 4 e 5.
Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 9, comma 7, i soggetti che svolgono le attivita’ di cui al comma 1 in base ad un titolo speciale od esclusivo possono svolgere attivita’ diverse a condizione che sia almeno garantita la separazione contabile ed amministrativa, secondo le modalita’ stabilite dall’Autorita’ per l’energia elettrica ed il gas, ovvero assumere partecipazioni societarie o acquisizioni in altri comparti produttivi.
Sono fatte salve le funzioni di indirizzo nel settore spettanti al Governo, le attribuzioni dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, con particolare riferimento all’articolo 2, comma 12, della legge 14 novembre 1995, n. 481, e quelle riservate alle regioni e agli enti locali.
Al fine di individuare gli strumenti utili a governare gli effetti sociali della trasformazione, la progressiva armonizzazione dei trattamenti economici e normativi, il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato garantiscono, nella fase di avvio del processo di liberalizzazione, il coinvolgimento dei soggetti sociali anche a mezzo di opportune forme di concertazione.
La tariffa applicata ai clienti vincolati di cui al comma 7 dell’articolo 2 e’ unica sul territorio nazionale.
Art. 2.

Definizioni

Agli effetti del presente decreto si applicano le definizioni di cui ai seguenti commi.
Autoproduttore e’ la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica e la utilizza in misura non inferiore al 70% annuo per uso proprio ovvero per uso delle societa’ controllate, della societa’ controllante e delle societa’ controllate dalla medesima controllante, nonche’ per uso dei soci delle societa’ cooperative di produzione e distribuzione dell’energia elettrica di cui all’articolo 4, numero 8, della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, degli appartenenti ai consorzi o societa’ consortili costituiti per la produzioie di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili e per gli usi di fornitura autorizzati nei siti industriali anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Clienti sono le imprese o societa’ di distribuzione, gli acquirenti grossisti e gli acquirenti finali di energia elettrica.
Cliente finale e’ la persona fisica o giuridica che acquista energia elettrica esclusivamente per uso proprio.
Cliente grossista e’ la persona fisica o giuridica che acquista e vende energia elettrica senza esercitare attivita’ di produzione, trasmissione e distribuzione nei Paesi dell’Unione europea.
Cliente idoneo e’ la persona fisica o giuridica che ha la capacita’, per effetto del presente decreto, di stipulare contratti di fornitura con qualsiasi produttore, distributore o grossista, sia in Italia che all’estero.
Cliente vincolato e’ il cliente finale che, non rientrando nella categoria dei clienti idonei, e’ legittimato a stipulare contratti di fornitura esclusivamente con il distributore che esercita il servizio nell’area territoriale dove e’ localizzata l’utenza.
Cogenerazione e’ la produzione combinata di energia elettrica e calore alle condizioni definite dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, che garantiscano un significativo risparmio di energia rispetto alle produzioni separate.
Contratto bilaterale e’ il contratto di fornitura di servizi elettrici tra due operatori del mercato.
Dispacciamento e’ l’attivita’ diretta ad impartire disposizioni per l’utilizzazione e l’esercizio coordinati degli impianti di produzione, della rete di trasmissione e dei servizi ausiliari.
Dispacciamento di merito economico e’ l’attivita’ di cui al comma 10, attuata secondo ordini di merito economico, salvo impedimenti o vincoli di rete.
Dispacciamento passante e’ l’attivita’ di cui al comma 10, condizionata unicamente da eventuali impedimenti o vincoli di rete.
Dispositivo di interconnessione e’ l’apparecchiatura per collegare le reti elettriche.
Distribuzione e’ il trasporto e la trasformazione di energia elettrica su reti di distribuzione a media e bassa tensione per le consegne ai clienti finali.
Fonti energetiche rinnovabili sono il sole, il vento, le risorse idriche, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione in energia elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici e inorganici.
Linea diretta e’ la linea elettrica di trasporto che collega un centro di produzione ad un centro di consumo, indipendentemente dal sistema di trasmissione e distribuzione.
Piccola rete isolata e’ ogni rete con un consumo inferiore a 2.500 GWh nel 1996, ove meno del 5 per cento e’ ottenuto dall’interconnessione con altre reti.
Produttore e’ la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica indipendentemente dalla proprieta’ dell’impianto.
Produzione e’ la generazione di energia elettrica, comunque prodotta.
Rete di trasmissione nazionale e’ il complesso delle stazioni di trasformazione e delle linee elettriche di trasmissione ad alta tensione sul territorio nazionale gestite unitariamente.
Rete interconnessa e’ un complesso di reti di trasmissione e distribuzione collegate mediante piu’ dispositivi di interconnessione.
Servizi ausiliari sono i servizi necessari per la gestione di una rete di trasmissione o distribuzione quali, esemplificativamente, i servizi di regolazione di frequenza, riserva, potenza reattiva, regolazione della tensione e riavviamento della rete.
Sistema elettrico nazionale: il complesso degli impianti di produzione, delle reti di trasmissione e di distribuzione nonche’ dei servizi ausiliari e dei dispositivi di interconnessione e dispacciamento ubicati nel territorio nazionale.
Trasmissione e’ l’attivita’ di trasporto e trasformazione dell’energia elettrica sulla rete interconnessa ad alta tensione ai fini della consegna ai clienti, ai distributori e ai destinatari dell’energia autoprodotta ai sensi del comma 2.
Utente della rete e’ la persona fisica o giuridica che rifornisce o e’ rifornita da una rete di trasmissione o distribuzione.
Titolo II

DISCIPLINA DEL SETTORE ELETTRICO

Art. 3.

Gestore della rete di trasmissione nazionale

Il gestore della rete di trasmissione nazionale, di seguito “gestore”, esercita le attivita’ di trasmissione e dispacciamento dell’energia elettrica, ivi compresa la gestione unificata della rete di trasmissione nazionale. Il gestore ha l’obbligo di connettere alla rete di trasmissione nazionale tutti i soggetti che ne facciano richiesta, senza compromettere la continuita’ del servizio e purche’ siano rispettate le regole tecniche di cui al comma 6 del presente articolo e le condizioni tecnicoeconomiche di accesso e di interconnessione fissate dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas. L’eventuale rifiuto di accesso alla rete deve essere debitamente motivato dal gestore. Il gestore della rete di trasmissione nazionale fornisce ai soggetti responsabili della gestione di ogni altra rete dell’Unione europea interconnessa con la rete di trasmissione nazionale informazioni sufficienti per garantire il funzionamento sicuro ed efficiente, lo sviluppo coordinato e l’interoperabilita’ delle reti interconnesse.
Il gestore della rete di trasmissione nazionale gestisce i flussi di energia, i relativi dispositivi di interconnessione ed i servizi ausiliari necessari; garantisce l’adempimento di ogni altro obbligo volto ad assicurare la sicurezza, l’affidabilita’, l’efficienza e il minor costo del servizio e degli approvvigionamenti; gestisce la rete senza discriminazione di utenti o categorie di utenti; delibera gli interventi di manutenzione e di sviluppo della rete, a carico delle societa’ di cui al comma 8, in modo da assicurare la sicurezza e la continuita’ degli approvvigionamenti, nonche’ lo sviluppo della rete medesima nel rispetto degli indirizzi del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Al gestore sono trasferiti competenze, diritti e poteri di soggetti privati e pubblici, anche ad ordinamento autonomo, previsti dalla normativa vigente con riferimento alle attivita’ riservate al gestore stesso. Il gestore della rete di trasmissione nazionale mantiene il segreto sulle informazioni commerciali riservate acquisite nel corso dello svolgimento della sua attivita’.
L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas fissa le condizioni atte a garantire a tutti gli utenti della rete la liberta’ di accesso a parita’ di condizioni, l’imparzialita’ e la neutralita’ del servizio di trasmissione e dispacciamento. Nell’esercizio di tale competenza l’Autorita’ persegue l’obiettivo della piu’ efficiente utilizzazione dell’energia elettrica prodotta o comunque immessa nel sistema elettrico nazionale, compatibilmente con i vincoli tecnici della rete. L’Autorita’ prevede, inoltre, l’obbligo di utilizzazione prioritaria dell’energia elettrica prodotta a mezzo di fonti energetiche rinnovabili e di quella prodotta mediante cogenerazione.
Entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto l’ENEL S.p.a. costituisce una societa’ per azioni cui conferisce, entro i successivi sessanta giorni, tutti i beni, eccettuata la proprieta’ delle reti, i rapporti giuridici inerenti all’attivita’ del gestore stesso, compresa la quota parte dei debiti afferenti al patrimonio conferito, e il personale necessario per le attivita’ di competenza. Con propri decreti il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentita l’Autorita’ dell’energia elettrica ed il gas, entro i trenta giorni successivi alla data dei suddetti conferimenti, dispone gli eventuali, ulteriori conferimenti necessari all’attivita’ del gestore e approva i conferimenti stessi. Lo stesso Ministro determina con proprio provvedimento la data in cui la societa’ assume la titolarita’ e le funzioni di gestore della rete di trasmissione nazionale; dalla medesima data le azioni della suddetta societa’ sono assegnate a titolo gratuito al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. I diritti dell’azionista sono esercitati d’intesa tra il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Gli indirizzi strategici ed operativi del gestore sono definiti dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Fino alla stessa data l’ENEL S.p.a. e’ responsabile del corretto funzionamento della rete di trasmissione nazionale e delle attivita’ di dispacciamento nonche’ di quanto previsto dal comma 12.
Il gestore della rete e’ concessionario delle attivita’ di trasmissione e dispacciamento; la concessione e’ disciplinata, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
Il gestore, con proprie delibere, stabilisce le regole per il dispacciamento nel rispetto delle condizioni di cui al comma 3 e degli indirizzi di cui al comma 2 dell’articolo 1. Sulla base di direttive emanate dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il gestore della rete di trasmissione nazionale adotta regole tecniche, di carattere obiettivo e non discriminatorio, in materia di progettazione e funzionamento degli impianti di generazione, delle reti di distribuzione, delle apparecchiature direttamente connesse, dei circuiti di interconnessione e delle linee dirette, al fine di garantire la piu’ idonea connessione alla rete di trasmissione nazionale nonche’ la sicurezza e la connessione operativa tra le reti. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas verifica la conformita’ delle regole tecniche adottate dal gestore alle direttive dalla stessa emanate e si pronuncia, sentito il gestore, entro novanta giorni; qualora la pronuncia non intervenga entro tale termine, le regole si intendono approvate. In nessun caso possono essere riconosciuti ai proprietari di porzioni della rete di trasmissione nazionale, o a coloro che ne abbiano la disponibilita’, diritti di esclusiva o di priorita’ o condizioni di maggior favore di alcun tipo nell’utilizzo della stessa. L’utilizzazione della rete di trasmissione nazionale per scopi estranei al servizio elettrico non puo’ comunque comportare vincoli o restrizioni all’utilizzo della rete stessa per le finalita’ disciplinate dal presente decreto. Le regole tecniche di cui al presente comma sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sono notificate alla Commissione delle Comunita’ europee a norma dell’articolo 8 della direttiva 81/189/CEE del Consiglio del 28 marzo 1983.
Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas e i soggetti interessati, determina con proprio decreto l’ambito della rete di trasmissione nazionale, comprensiva delle reti di tensione uguale o superiore a 220 kV e delle parti di rete, aventi tensioni comprese tra 120 e 220 kV, da individuare secondo criteri funzionali. Successivamente alla emanazione di tale decreto il gestore puo’ affidare a terzi, previa autorizzazione del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e sulla base di convenzioni approvate dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, la gestione di limitate porzioni della rete di trasmissione nazionale non direttamente funzionali alla stessa. Entro trenta giorni dalla emanazione del decreto di determinazione della rete di trasmissione nazionale i proprietari di tale rete, o coloro che ne hanno comunque la disponibilita’, costituiscono una o piu’ societa’ di capitali alle quali, entro i successivi novanta giorni, sono trasferiti esclusivamente i beni e i rapporti, le attivita’ e le passivita’, relativi alla trasmissione di energia elettrica. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica possono promuovere l’aggregazione delle suddette societa’, anche in forme consortili, favorendo la partecipazione di tutti gli operatori del mercato.
Il gestore stipula convenzioni, anche con le societa’ che dispongono delle reti di trasmissione, per disciplinare gli interventi di manutenzione e di sviluppo della rete e dei dispositivi di interconnessione con altre reti. Le suddette convenzioni, sono stipulate in conformita’ ad una convenzione tipo definita, entro centoventi giorni dall’entrata in vigore del presente decreto legislativo, con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, su proposta dell’Autorita’ dell’energia elettrica e del gas, a norma della legge n. 481 del 1995, sentita la Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Tale convenzione tipo prevede:
la competenza del gestore ad assumere le decisioni in materia di manutenzione, gestione e sviluppo della rete;
un’adeguata remunerazione delle attivita’ e degli investimenti, tenuto conto degli obblighi normativi a carico degli operatori;
le modalita’ di accertamento di disfunzioni ed inadempimenti e la determinazione delle conseguenti sanzioni, della possibilita’ di interventi sostitutivi e di eventuali indennizzi alle parti lese;
le modalita’ di coinvolgimento delle regioni interessate in ordine agli aspetti di localizzazione, razionalizzazione e sviluppo delle reti.
In caso di mancata stipula, entro centoventi giorni dall’emanazione del decreto di determinazione della rete di trasmissione nazionale di cui al comma 7, delle convenzioni con le societa’ che dispongono delle reti di trasmissione, le stesse sono definite e rese efficaci entro i successivi sessanta giorni con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, su proposta dell’Autorita’ per l’energia elettrica ed il gas. Fino alla assunzione della titolarita’ da parte del gestore di cui al comma 4, i soggetti proprietari delle reti restano responsabili della corretta manutenzione e funzionamento delle reti e dei dispositivi di loro proprieta’; i costi relativi possono essere riconosciuti dal gestore della rete di trasmissione nazionale nell’ambito della relativa convenzione. Eventuali inadempienze o disservizi sono sanzionati dall’Autorita’ per l’energia elettrica ed il gas. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas controlla che i rapporti oggetto delle convenzioni si svolgano nel rispetto delle disposizioni in esse contenute, potendo irrogare le sanzioni previste dall’articolo 2, comma 20, lettera c), della legge 14 novembre 1995, n. 481, nel caso in cui le violazioni accertate pregiudichino l’accesso e l’uso a condizioni paritetiche della rete di trasmissione nazionale. Dei provvedimenti e delle iniziative adottate ai sensi del presente comma viene data preventiva comunicazione al Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
Per l’accesso e l’uso della rete di trasmissione nazionale e’ dovuto al gestore un corrispettivo determinato indipendentemente dalla localizzazione geografica degli impianti di produzione e dei clienti finali, e comunque sulla base di criteri non discriminatori. La misura del corrispettivo e’ determinata dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, considerando anche gli oneri connessi ai compiti previsti al comma 12 ed e’ tale da incentivare il gestore allo svolgimento delle attivita’ di propria competenza secondo criteri di efficienza economica. Con lo stesso provvedimento l’Autorita’ disciplina anche il periodo transitorio fino all’assunzione della titolarita’ da parte del gestore di cui al comma 4.
Entro centottanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto legislativo, con uno o piu’ decreti del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, su proposta dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, sono altresi’ individuati gli oneri generali afferenti al sistema elettrico, ivi inclusi gli oneri concernenti le attivita’ di ricerca e le attivita’ di cui all’articolo 13, comma 2, lettera e). L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas provvede al conseguente adeguamento del corrispettivo di cui al comma 10. La quota parte del corrispettivo a copertura dei suddetti oneri a carico dei clienti finali, in particolare per le attivita’ ad alto consumo di energia, e’ definita in misura decrescente in rapporto ai consumi maggiori.
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con proprio provvedimento ai sensi del comma 3 dell’articolo 1, determina la cessione dei diritti e delle obbligazioni relative all’acquisto di energia elettrica, comunque prodotta da altri operatori nazionali, da parte dell’ENEL S.p.a. al gestore della rete di trasmissione nazionale. Il gestore ritira altresi’ l’energia elettrica di cui al comma 3 dell’articolo 22 della legge 9 gennaio 1991, n. 9, offerta dai produttori a prezzi determinati dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas in applicazione del criterio del costo evitato. Con apposite convenzioni, previa autorizzazione del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, sono altresi’ ceduti al gestore, da parte dell’imprese produttricidistributrici, l’energia elettrica ed i relativi diritti di cui al titolo IV, lettera B), del provvedimento CIP n. 6/1992; la durata di tali convenzioni e’ fissata in otto anni a partire dalla data di messa in esercizio degli impianti ed il prezzo corrisposto include anche il costo evitato.
Dalla data di entrata in funzione del sistema di dispacciamento di merito economico il gestore, restando garante del rispetto delle clausole contrattuali, cede l’energia acquisita ai sensi del comma 12 al mercato. Ai fini di assicurare la copertura dei costi sostenuti dal gestore, l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas include negli oneri di sistema la differenza tra i costi di acquisto del gestore e la somma dei ricavi derivanti dalla vendita dell’energia sul mercato e dalla vendita dei diritti di cui al comma 3 dell’articolo 11.
L’autorizzazione alla realizzazione delle linee dirette e’ rilasciata dalle competenti amministrazioni, previo parere conforme del gestore per le linee di tensione superiore a 120 kV. Il rifiuto dell’autorizzazione deve essere debitamente motivato.
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, per gli adempimenti relativi all’attuazione del presente decreto, puo’ avvalersi, con opportune soluzioni organizzative, del supporto tecnico del gestore. Per assicurare la continuita’ operativa, l’incarico previsto all’articolo 22, comma 2, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, e’ rinnovabile due volte.
Art. 4.

Acquirente unico a garanzia dei clienti vincolati

Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il gestore della rete di trasmissione nazionale costituisce una societa’ per azioni denominata “acquirente unico”. La societa’ stipula e gestisce contratti di fornitura al fine di garantire ai clienti vincolati la disponibilita’ della capacita’ produttiva di energia elettrica necessaria e la fornitura di energia elettrica in condizioni di continuita’, sicurezza ed efficienza del servizio nonche’ di parita’ del trattamento, anche tariffario.
Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il Ministro del commercio con l’estero e l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, adotta gli indirizzi ai quali si attiene l’acquirente unico al fine di salvaguardare la sicurezza e l’economicita’ degli approvvigionamenti per i clienti vincolati nonche’ di garantire la diversificazione delle fonti energetiche, anche con la utilizzazione delle energie rinnovabili e dell’energia prodotta mediante cogenerazione.
I clienti idonei possono richiedere all’acquirente unico, con il preavviso di almeno sei mesi e con la contestuale comunicazione al proprio distributore, di essere compresi nel mercato dei clienti vincolati per un biennio, rinnovabile una sola volta. Nella fase di transizione di cui al comma 3 dell’articolo 1 i clienti idonei possono comunicare direttamente al proprio distributore la volonta’ di essere transitoriamente compresi nel mercato dei clienti vincolati per un periodo anche inferiore al biennio.
L’acquirente unico, entro il trenta giugno di ogni anno, elabora la previsione della domanda da soddisfare nel triennio successivo, comprensiva della riserva a garanzia delle forniture, dandone comunicazione al gestore e al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato; a tal fine gli operatori sono tenuti a fornire i dati concernenti la propria attivita’. In assenza di osservazioni entro i successivi trenta giorni la previsione si intende definita.
Sulla base della previsione definita a norma del comma 4 e della propria stima per un ulteriore quinquennio, l’acquirente unico stipula i contratti di fornitura, anche di lungo termine, con procedure di acquisto trasparenti e non discriminatorie. Nell’effettuare detta stima, l’acquirente unico tiene conto dell’evoluzione del mercato a norma degli articoli 5 e 14 e delle misure di cui al comma 1 dell’articolo 9.
L’acquirente unico, sulla base di direttive dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, stipula contratti di vendita con i distributori elettrici a condizioni non discriminatorie, anche al fine di consentire l’applicazione della tariffa unica ai clienti vincolati, nel comtempo assicurando l’equilibrio del proprio bilancio.
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentita l’Autorita’ dell’energia elettrica e il gas, puo’ autorizzare il gestore a cedere quote azionarie della societa’ a soggetti che, in forma singola o associata, rappresentino componenti significative delle attivita’ di distribuzione dell’energia elettrica. Nessuno di questi ultimi soggetti puo’ controllare, direttamente o indirettamente, quote superiori al dieci per cento del capitale sociale. Il gestore mantiene in ogni caso la maggioranza di detto capitale.
La data di assunzione da parte dell’acquirente unico della funzione di garante della fornitura dei clienti vincolati e’ stabilita dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato con proprio provvedimento ai sensi del comma 3 dell’articolo 1. Fino a tale data, l’ENEL S.p.a. assicura la fornitura ai distributori sulla base dei vigenti contratti e modalita’.
La misura del corrispettivo per le attivita’ svolte dall’acquirente unico e’ determinata dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas ed e’ tale da incentivare la stessa societa’ allo svolgimento delle attivita’ di propria competenza secondo criteri di efficienza economica.
Art. 5.

Funzioni di gestore del mercato

La gestione economica del mercato elettrico e’ affidata ad un gestore del mercato. Il gestore del mercato e’ una societa’ per azioni, costituita dal gestore della rete di trasmissione nazionale entro nove mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Esso organizza il mercato stesso secondo criteri di neutralita’, trasparenza, obiettivita’, nonche’ di concorrenza tra produttori, assicurando altresi’ la gestione economica di un’adeguata disponibilita’ della riserva di potenza. La disciplina del mercato, predisposta dal gestore del mercato entro un anno dalla data della propria costituzione, e’ approvata con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas. Essa, in particolare, prevede, nel rispetto dei predetti criteri, i compiti del gestore del mercato in ordine al bilanciamento della domanda e dell’offerta e gli obblighi di produttori e importatori di energia elettrica che non si avvalgono di quanto disposto dall’articolo 6.
Dalla data di entrata in vigore del presente decreto si applica il dispacciamento passante. Entro il 1 gennaio 2001 l’ordine di entrata in funzione delle unita’ di produzione di energia elettrica nonche’ la selezione degli impianti di riserva e di tutti i servizi ausiliari offerti e’ determinato, salvo quanto previsto dall’articolo 11, secondo il dispacciamento di merito economico. Dalla data in cui questo viene applicato, il gestore del mercato assume la gestione delle offerte di acquisto e di vendita dell’energia elettrica e di tutti i servizi connessi. Fino alla medesima data il gestore di cui all’articolo 3 pone a disposizione degli operatori una sede di negoziazione dei contratti bilaterali. I contratti bilaterali stipulati all’esterno della predetta sede sono trasmessi al gestore della rete in copia conforme all’originale.
L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas e’ competente, ai sensi dell’articolo 20, comma 4, della direttiva 96/92/CE, anche per le controversie in materia di accesso alle reti di interconnessione e di contratti d’importazione ed esportazione.
Art. 6.

Contrattazione bilaterale

Con determinazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabilite, con riferimento ai contratti con i clienti idonei, le clausole negoziali e le regolamentazioni tecniche indispensabili al corretto funzionamento dell’intero sistema elettrico, da inserire nei contratti stessi. La medesima Autorita’, su richiesta degli interessati e previo conforme parere del gestore della rete, puo’ autorizzare contratti bilaterali, in deroga al sistema delle offerte di cui all’articolo 5, anche dopo che il gestore del mercato assuma la gestione di sua competenza.
L’autorizzazione di cui al comma 1 puo’ essere condizionata o negata solo per motivi di incompatibilita’ delle clausole contrattuali con quanto disposto dall’articolo 3, commi 1, 2 e 3, del presente decreto, e comunque quando tali contratti pregiudichino gravemente la concorrenza o la sicurezza ed efficienza del servizio elettrico. I provvedimenti negativi, corredati delle relative motivazioni, sono comunicati alla Commissione europea.
L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, sentito il gestore della rete, per i contratti bilaterali autorizzati in deroga al sistema delle offerte di cui all’articolo 5, determina, entro trenta giorni dalla richiesta dei soggetti interessati, sulla base di criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori, che tengano conto anche dei conseguenti vincoli di rete e di mercato, uno specifico corrispettivo, aggiuntivo a quello di cui all’articolo 3, comma 10, che i produttori, i venditori e i fornitori di servizi sono tenuti a versare al gestore della rete medesima ovvero ai distributori interessati, in misura proporzionale ai vincoli imposti alle reti di rispettiva competenza. Detto corrispettivo, dovra’ essere corrisposto dal momento in cui viene applicato il dispacciamento di merito economico di cui all’articolo 5, comma 2.
Fino all’attuazione del dispacciamento di merito economico, l’Autorita’ per l’energia elettrica ed il gas vigila sul corretto comportamento degli operatori del mercato ed in particolare adotta idonei rimedi, anche sanzionatori, in caso di accordi in contrasto con le disposizioni di cui al comma 1.
Art. 7.

Piccole reti isolate

Con regolamento del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, adottato entro il 30 settembre 1999 su proposta dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentita la Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono dettate le disposizioni relative al funzionamento delle piccole reti isolate. Il regolamento si attiene ai seguenti criteri ed obiettivi:
sicurezza, efficienza ed economicita’ del servizio;
sviluppo, ove possibile, dell’interconnessione con la rete di trasmissione nazionale;
utilizzo prioritario delle fonti rinnovabili.
Art. 8.

Attivita’ di produzione

A decorrere dal 1 gennaio 2003 a nessun soggetto e’ consentito produrre o importare, direttamente o indirettamente, piu’ del 50 per cento del totale dell’energia elettrica prodotta e importata in Italia. Nel caso tale soglia, calcolata come media su base triennale, sia superata, l’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato adotta i provvedimenti di cui all’articolo 15 della legge 10 ottobre 1990, n. 287. A tale scopo, entro la stessa data l’ENEL S.p.a. cede non meno di 15.000 MW della propria capacita’ produttiva. A tal fine l’ENEL S.p.a. predispone entro centoventi gioni dall’entrata in vigore del presente decreto un piano per le cessioni degli impianti; l’approvazione del suddetto piano, nonche’ la scelta delle modalita’ di alienazione sono determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Il piano per le cessioni degli impianti deve consentire sia adeguate condizioni di mercato sia la necessaria attenzione alla presenza di piani industriali, al mantenimento della produzione nei siti e alle ricadute occupazionali e deve tener conto delle esigenze relative alle attivita’ di sviluppo, di innovazione, di ricerca e di internazionalizzazione dell’ENEL S.p.a.
Ove il termine del 1 gennaio 2003 di cui al comma 1 non sia compatibile, per le condizioni del mercato, con il rispetto degli obblighi nello stesso comma previsti, l’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato con proprio provvedimento, sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, puo’ disporre, su richiesta del soggetto interessato, una proroga non superiore a un anno.
Fermi restando quanto previsto dal decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche’ la disciplina relativa alla valutazione di impatto ambientale, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono emanati, ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, uno o piu’ regolamenti per disciplinare l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di nuovi impianti di produzione dell’energia elettrica o la modifica o il ripotenziamento di impianti esistenti, alimentati da fonti convenzionali.
I regolamenti si conformano ai seguenti principi:
i progetti sono autorizzati mediante lo svolgimento di una procedura unificata e semplificata, riferita a ciascuna categoria di impianto nonche’ mediante il rilascio, in tempi determinati, di un unico provvedimento riguardante sia l’impianto principale che le opere connesse e le infrastrutture indispensabili al suo esercizio;
i progetti di modifica o ripotenziamento sono valutati sotto il profilo urbanistico solo in caso di occupazione di aree esterne a quelle di pertinenza dell’impianto esistente.
Il diniego di autorizzazione, fondato in ogni caso su motivi obiettivi e non discriminatori, e’ comunicato, con la relativa motivazione, al richiedente. Del provvedimento e’ data informazione alla Commissione delle Comunita’ europee.
Sino alla data di entrata in vigore dei regolamenti di cui al comma 3 si applicano le norme e le procedure attualmente vigenti.
Art. 9

L’attivita’ di distribuzione

Le imprese distributrici hanno l’obbligo di connettere alle proprie reti tutti i soggetti che ne facciano richiesta, senza compromettere la continuita’ del servizio e purche’ siano rispettate le regole tecniche nonche’ le deliberazioni emanate dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas in materia di tariffe, contributi ed oneri. Le imprese distributrici operanti alla data di entrata in vigore del presente decreto, ivi comprese, per la quota diversa dai propri soci, le societa’ cooperative di produzione e distribuzione di cui all’articolo 4, numero 8, della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, continuano a svolgere il servizio di distribuzione sulla base di concessioni rilasciate entro il 31 marzo 2001 dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato e aventi scadenza il 31 dicembre 2030. Con gli stessi provedimenti sono individuati i responsabili della gestione, della manutenzione e, se necessario, dello sviluppo delle reti di distribuzione e dei relativi dispositivi di interconnessione, che devono mantenere il segreto sulle informazioni commerciali riservate; le concessioni prevedono, tra l’altro, misure di incremento dell’efficienza energetica degli usi finali di energia secondo obiettivi quantitativi determinati con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di concerto con il Ministro dell’ambiente entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
Con regolamento del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentite la Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e l’Autorita’ dell’energia elettrica e il gas, sono stabiliti le modalita’, le condizioni e i criteri, ivi inclusa la remunerazione degli investimenti realizzati dal precedente concessionario, per le nuove concessioni da rilasciare alla scadenza del 31 dicembre 2030, previa delimitazione dell’ambito, comunque non inferiore al territorio comunale e non superiore a un quarto di tutti i clienti finali. Detto servizio e’ affidato sulla base di gare da indire, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di appalti pubblici, non oltre il quinquennio precedente la medesima scadenza.
Al fine di razionalizzare la distribuzione dell’energia elettrica, e’ rilasciata una sola concessione di distribuzione per ambito comunale. Nei comuni ove, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono operanti piu’ distributori, questi ultimi, attraverso le normali regole di mercato, adottano le opportune iniziative per la loro aggregazione e sottopongono per approvazione le relative proposte al Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato entro il 31 marzo 2000; ove lo stesso Ministro non si esprima entro il termine di sessanta giorni le stesse proposte si intendono approvate. Il medesimo Ministro ed il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica promuovono la predetta aggregazione, anche attraverso specifici accordi di programma.
Per la finalita’ di cui al comma 3 ed ai fini del mantenimento del pluralismo nell’offerta di servizi e del rafforzamento di soggetti imprenditoriali anche nella prospettiva dell’estensione del mercato della distribuzione, in assenza della proposta di cui al predetto comma 3 ovvero nel caso che essa sia motivamente respinta dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, le societa’ di distribuzione partecipate dagli enti locali possono chiedere all’ENEL S.p.a. la cessione dei rami d’azienda dedicati all’esercizio dell’attivita’ di distribuzione nei comuni nei quali le predette societa’ servono almeno il venti per cento delle utenze. Ai fini della suddetta cessione, che avviene entro il 31 marzo 2001, la consistenza dei beni, il loro valore e le unita’ di personale da trasferire sono determinati d’accordo tra le parti; in mancanza di accordo entro il 30 settembre 2000, si provvede alle relative determinazioni attraverso tre qualificati soggetti terzi di cui due indicati rispettivamente da ciascuna delle parti, che ne sopportano i relativi oneri, ed il terzo, i cui oneri sono a carico della parte che chiede la cessione, dal Presidente del tribunale territorialmente competente, che operano secondo sperimentate metodologie finanziarie che tengano conto dei valori di mercato. Salvo diverso accordo tra le parti la cessione avviene sulla base delle suddette determinazioni.
Allo stesso fine di cui al comma 3 relativamente ad ambiti territoriali contigui, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le societa’ degli enti locali aventi non meno di 100.000 clienti finali possono richiedere al Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di avvalersi delle procedure di cui al medesimo comma 3.
L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas stabilisce i criteri e i parametri economici per la determinazione del canone annuo da corrispondere agli eventuali proprietari di reti di distribuzione ai quali non sia assegnata la relativa concessione. Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato puo’ ripartire o modificare la concessione rilasciata, previo consenso del concessionario.
Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto i soggetti proprietari degli impianti di distribuzione che alimentino piu’ di 300.000 clienti finali costituiscono una o piu’ societa’ per azioni, alle quali, entro i successivi sei mesi, sono trasferiti esclusivamente i beni e i rapporti, le attivita’ e le passivita’, relativi alla distribuzione di energia elettrica e alla vendita ai clienti vincolati, ivi compresa una quota parte dei debiti del patrimonio conferito.
Art. 10.

Attivita’ di importazione ed esportazione

Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e successivamente con frequenza almeno biennale, il gestore individua le linee elettriche della rete di trasmissione nazionale interconnesse con i sistemi elettrici di altri Stati, distinguendo quelli dell’Unione europea; comunica altresi’ al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e all’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas le rispettive capacita’ utilizzate per l’importazione e l’esportazione di energia elettrica nonche’ quelle disponibili per nuovi impegni contrattuali, riferite a un periodo non inferiore ai dieci anni, tenuto anche conto dei margini di sicurezza per il funzionamento della rete.
Con provvedimento dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas sono individuati modalita’ e condizioni delle importazioni nel caso che risultino insufficienti le capacita’ di trasporto disponibili, tenuto conto di una equa ripartizione complessiva tra mercato vincolato e mercato libero. Nel medesimo provvedimento sono stabilite le modalita’ e le procedure per consentire al gestore, sulla base degli indirizzi di cui al comma 2 dell’articolo 1, di rifiutare l’accesso alla rete per l’energia elettrica importata a beneficio di un cliente idoneo nel caso in cui nel Paese di produzione non sia riconosciuta la stessa qualifica alla stessa tipologia di clienti.
Con provvedimento dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas sono emanate norme sulla compatibilita’ ambientale ed economica dell’energia elettrica importata da Paesi non appartenenti all’Unione europea tenuto conto delle condizioni di reciprocita’.
Art. 11.

Energia elettrica da fonti rinnovabili

Al fine di incentivare l’uso delle energie rinnovabili, il risparmio energetico, la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e l’utilizzo delle risorse energetiche nazionali, a decorrere dall’anno 2001 gli importatori e i soggetti responsabili degli impianti che, in ciascun anno, importano o producono energia elettrica da fonti non rinnovabili hanno l’obbligo di immettere nel sistema elettrico nazionale, nell’anno successivo, una quota prodotta da impianti da fonti rinnovabili entrati in esercizio o ripotenziati, limitatamente alla producibilita’ aggiuntiva, in data successiva a quella di entrata in vigore del presente decreto.
L’obbligo di cui al comma 1 si applica alle importazioni e alle produzioni di energia elettrica, al netto della cogenerazione, degli autoconsumi di centrale e delle esportazioni, eccedenti i 100 GWh; la quota di cui al comma 1 e’ inizialmente stabilita nel due per cento della suddetta energia eccedente i 100 GWh.
Gli stessi soggetti possono adempiere al suddetto obbligo anche acquistando, in tutto o in parte, l’equivalente quota o i relativi diritti da altri produttori, purche’ immettano l’energia da fonti rinnovabili nel sistema elettrico nazionale, o dal gestore della rete di trasmissione nazionale. I diritti relativi agli impianti di cui all’articolo 3, comma 7, della legge 14 novembre 1995, n. 481 sono attribuiti al gestore della rete di trasmissione nazionale. Il gestore della rete di trasmissione nazionale, al fine di compensare le fluttuazioni produttive annuali o l’offerta insufficiente, puo’ acquistare e vendere diritti di produzione da fonti rinnovabili, prescindendo dalla effettiva disponibilita’, con l’obbligo di compensare su base triennale le eventuali emissioni di diritti in assenza di disponibilita’.
Il gestore della rete di trasmissione nazionale assicura la precedenza all’energia elettrica prodotta da impianti che utilizzano, nell’ordine, fonti energetiche rinnovabili, sistemi di cogenerazione, sulla base di specifici criteri definiti dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, e fonti nazionali di energia combustibile primaria, queste ultime per una quota massima annuale non superiore al quindici per cento di tutta l’energia primaria necessaria per generare l’energia elettrica consumata.
Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministro dell’ambiente, sono adottate le direttive per l’attuazione di quanto disposto dai commi 1, 2 e 3, nonche’ gli incrementi della percentuale di cui al comma 2 per gli anni successivi al 2002, tenendo conto delle variazioni connesse al rispetto delle norme volte al contenimento delle emissioni di gas inquinanti, con particolare riferimento agli impegni internazionali previsti dal protocollo di Kyoto.
Al fine di promuovere l’uso delle diverse tipologie di fonti rinnovabili, con deliberazione del CIPE, adottata su proposta del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentita la Conferenza unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono determinati per ciascuna fonte gli obiettivi pluriennali ed e’ effettuata la ripartizione tra le regioni e le province autonome delle risorse da destinare all’incentivazione. Le regioni e le province autonome, anche con proprie risorse, favoriscono il coinvolgimento delle comunita’ locali nelle iniziative e provvedono, attraverso procedure di gara, all’incentivazione delle fonti rinnovabili.
Art. 12.

Concessioni idroelettriche

Almeno cinque anni prima della scadenza di una concessione di grande derivazione d’acqua per uso idroelettrico, ogni soggetto, purche’ in possesso di adeguati requisiti organizzativi e finanziari, puo’ chiedere il rilascio della medesima concessione a condizione che presenti un programma di aumento dell’energia prodotta o della potenza installata, nonche’ un programma di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico di pertinenza.
In presenza di una o piu’ richieste, l’amministrazione competente ne valuta l’idoneita’ e provvede a notificarne il contenuto al concessionario; tale notifica ha valore di preavviso di disdetta della concessione in scadenza. Il concessionario, entro tre mesi dal ricevimento del preavviso di disdetta, ove non abbia presentato un proprio programma per migliorare la produttivita’ dell’impianto, puo’ comunicare all’amministrazione il proprio impegno alla realizzazione di un programma avente contenuto identico o migliorativo rispetto a quelli giudicati idonei. La mancata comunicazione determina la rinuncia al rinnovo della concessione.
L’amministrazione competente ove non ritenga sussistere un prevalente interesse pubblico ad un diverso uso delle acque, in tutto o in parte incompatibile con il mantenimento dell’uso a fine idroelettrico, rilascia la concessione, per un periodo trentennale, preferendo, a parita’ di condizioni, il precedente concessionario.
In ogni caso, la nuova concessione deve essere compatibile con la presenza negli alvei sottesi del minimo deflusso costante vitale, individuato sentiti anche gli enti locali, e con le priorita’ di messa in sicurezza idraulica del bacino stesso ai sensi della legge n. 183/1989 e successive modifiche e integrazioni nonche’ con i deflussi ad uso idropotabile relativi alle concessioni che, in via prioritaria ai sensi dell’articolo 2 della legge 36/1994, dovessero essere assentite sul medesimo corpo idrico.
Nei casi diversi dal comma 1, compreso il caso di decadenza, rinuncia e revoca, e fermo restando quanto indicato ai commi 3 e 4, l’amministrazione competente indice gara pubblica per l’attribuzione a titolo oneroso della concessione. Nei casi diversi rispetto alla decadenza, rinuncia e revoca, la gara e’ indetta non oltre cinque anni antecedenti la scadenza. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, sentito il gestore della rete di trasmissione nazionale, determina, con proprio provvedimento, i requisiti organizzativi e finanziari, i parametri di aumento dell’energia prodotta e della potenza installata concernenti le procedure di cui al comma 1 e al presente comma.
Le concessioni rilasciate all’ENEL S.p.a. per le grandi derivazioni idroelettriche scadono al termine del trentesimo anno successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Le concessioni scadute o in scadenza entro il 31 dicembre 2010 sono prorogate a quest’ultima data e i titolari di concessione interessati, senza necessita’ di alcun atto amministrativo, proseguono l’attivita’ dandone comunicazione all’amministrazione concedente entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto fatto salvo quanto previsto al comma 2 del successivo articolo 16.
Per le concessioni la cui scadenza sia fissata a dopo il 31 dicembre 2010 si applicano i termini di scadenza stabiliti nell’atto di concessione.
Le caratteristiche delle concessioni di derivazione di cui ai commi 6, 7 e 8 sono modificate in modo da garantire la presenza negli alvei sottesi del minimo deflusso costante vitale di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modificazioni e integrazioni, da stabilirsi secondo i criteri generali di cui all’articolo 88, comma 1, lettera p) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. Qualora cio’ comporti riduzione della potenza nominale media producibile il concessionario non ha diritto ad alcun indennizzo ma alla sola riduzione del canone demaniale di concessione.
Dalla data di entrata in vigore del presente decreto la competenza al rilascio delle concessioni di cui al presente articolo e’ conferita alle regioni e alle province autonome, con esclusione di quelle di cui all’articolo 89, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, secondo quanto stabilito con decreto legislativo, da emanare in attuazione del combinato disposto di cui agli articoli 29, commi 1 e 3, e 88, comma 1, lettera o), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. Con il medesimo decreto sono definiti gli obiettivi generali e i vincoli specifici per la pianificazione regionale e di bacino idrografico in materia di utilizzazione delle risorse idriche ai fini energetici e le modalita’ per una articolata programmazione energetica di settore a livello regionale. Per l’effettivo esercizio della funzione conferita alle regioni si applicano criteri, termini e procedure stabiliti dagli articoli 7, 10 e 89, commi 4 e 5, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche’ dall’articolo 2, comma 12, lettere b) e d) della legge 14 novembre 1995, n. 481.
Con il decreto legislativo di cui al comma 10 sono stabilite le modalita’ per la fissazione dei canoni demaniali di concessione.
I commi 1, 2, 3, 5 e 11 dell’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 18 marzo 1965, n. 342, sono abrogati.
Titolo III

DISPOSIZIONI PER L’ATTUAZIONE DELLA NUOVA DISCIPLINA DEL MERCATO ELETTRICO

Art. 13.

Assetto societario dell’ENEL S.p.a.

L’ENEL S.p.a. assume le funzioni di indirizzo strategico e di coordinamento dell’assetto industriale e delle attivita’ esercitate dalle societa’ da essa controllate. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto l’assemblea dell’ENEL S.p.a. delibera le conseguenti modifiche statutarie.
L’ENEL S.p.a. costituisce societa’ separate per lo svolgimento delle seguenti attivita’:
la produzione di energia elettrica;
la distribuzione di energia elettrica e la vendita ai clienti vincolati;
la vendita ai clienti idonei;
l’esercizio dei diritti di proprieta’ della rete di trasmissione comprensiva delle linee di trasporto e delle stazioni di trasformazione dell’energia elettrica e le connesse attivita’ di manutenzione e sviluppo decise dal gestore ai sensi dell’articolo 3, comma 2;
Lo smaltimento delle centrali elettronucleari dismesse, la chiusura del ciclo del combustibile e le attivita’ connesse e conseguenti, anche in consorzio con altri enti pubblici o societa’ che, se a presenza pubblica, possono anche acquisirne la titolarita’.
Alle costituende societa’ sono conferiti entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto tutti i beni e rapporti giuridici relativi all’oggetto della loro attivita’, ivi compresa una quota parte dei debiti afferenti al patrimonio conferito. Fino alla predetta data l’ENEL S.p.a. puo’ transitoriamente continuare l’esercizio delle attivita’ di cui al comma 2.
Le azioni della societa’ di cui al comma 2, lettera e), sono assegnate al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica; la medesima societa’ si attiene agli indirizzi formulati dal Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
L’atto di conferimento puo’ stabilire che gli effetti del conferimento, anche ai fini delle imposte sul reddito, decorrano da una data non anteriore a quella in cui si chiude l’ultimo bilancio della societa’ conferente.
Art. 14.

Clienti idonei

Dalla data di entrata in vigore del presente decreto hanno diritto alla qualifica di clienti idonei:
i distributori, limitatamente all’energia elettrica destinata a clienti idonei connessi alla propria rete;
gli acquirenti grossisti, limitatamente all’energia consumata da clienti idonei con cui hanno stipulato contratti di vendita;
i soggetti cui e’ conferita da altri Stati la capacita’ giuridica di concludere contratti di acquisto o fornitura di energia elettrica scegliendo il venditore o il distributore, limitatamente all’energia consumata al di fuori del territorio nazionale;
l’azienda di cui all’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1977, n. 235.
Con la medesima decorrenza di cui al comma 1 hanno altresi’ diritto alla qualifica di clienti idonei i soggetti di seguito specificati aventi consumi annuali di energia elettrica, comprensivi dell’eventuale energia autoprodotta, nella misura di seguito indicata:
ogni cliente finale il cui consumo, misurabile in un unico punto del territorio nazionale, sia risultato, nell’anno precedente, superiore a 30 GWh;
le imprese costituite in forma societaria, i gruppi di imprese, anche ai sensi dell’articolo 7 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, i consorzi e le societa’ consortili il cui consumo sia risultato nell’anno precedente, anche come somma dei consumi dei singoli componenti la persona giuridica interessata, superiore a 30 GWh, i cui consumi, ciascuno della dimensione minima di 2 GWh su base annua, siano ubicati, salvo aree individuate con specifici atti di programmazione regionale, esclusivamente nello stesso comune o in comuni contigui.
A decorrere dal 1 gennaio 2000 hanno diritto alla qualifica di clienti idonei:
i soggetti di cui al comma 2, lettera a), aventi consumi non inferiori a 20 GWh;
i soggetti di cui al comma 2, lettera b), aventi consumi non inferiori a 20 GWh, con dimensione minima di 1 GWh.
A decorrere dal 1 gennaio 2002 hanno diritto alla qualifica di clienti idonei:
i soggetti di cui al comma 2, lettera a), aventi consumi non inferiori a 9 GWh;
i soggetti di cui al comma 2, lettera b), aventi consumi non inferiori a 9 GWh, con dimensione minima di 1 GWh;
ogni cliente finale il cui consumo sia risultato nell’anno precedente superiore a 1 GWh in ciascun punto di misura considerato e superiore a 40 GWh come somma dei suddetti punti di misura.
Nel caso in cui il mercato dei clienti idonei, comprensivo degli autoconsumi, risulti inferiore al 30 per cento il 19 febbraio 1999, al 35 per cento il 1 gennaio 2000, al 40 per cento il 1 gennaio 2002, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con proprio decreto, individua, anche su proposta delle Regioni, nuovi limiti per l’attribuzione della qualifica di cliente idoneo, tenuto anche conto del processo di riequilibrio del sistema tariffario.
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, con proprio decreto, in presenza di aperture comparabili dei rispettivi mercati di altri Stati individua nuovi limiti per l’attribuzione della qualifica di cliente idoneo, al fine di una maggiore apertura del mercato.
Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentita l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, con regolamento da emanare, entro tre anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, individua gli ulteriori soggetti cui attribuire, anche negli anni successivi al 2002, la qualifica di clienti idonei al fine di una progressiva maggiore apertura del mercato.
Sulla base delle disposizioni del presente articolo, i clienti idonei autocertificano all’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas la propria qualifica per l’anno 1999. La medesima Autorita’ entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, stabilisce con proprio provvedimento le modalita’ per riconoscere e verificare la qualifica di clienti idonei degli aventi diritto.
Art. 15.

Norme transitorie in materia di fonti rinnovabili

La decorrenza delle incentivazioni concernenti i provvedimenti di cui all’articolo 3, comma 7, della legge 14 novembre 1995, n. 481, e’ improrogabilmente stabilita nelle convenzioni stipulate con l’ENEL S.p.a. prima della data di entrata in vigore del presente decreto. I soggetti che non rispettino la data di entrata in esercizio dell’impianto indicata nella convenzione, fatto salvo ogni onere ivi previsto, sono considerati rinunciatari. In caso di motivato ritardo rispetto alla data predetta il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, ferma rimanendo la decorrenza delle incentivazioni, puo’ concedere una proroga non superiore a due anni a fronte di un coerente piano di realizzazione.
Al fine di definire un quadro temporale certo delle realizzazioni, e’ fatto obbligo ai soggetti beneficiari delle suddette incentivazioni di presentare all’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le autorizzazioni necessarie alla costruzione degli impianti non ancora in esercizio. Il mancato adempimento a tale obbligo comporta la decadenza da ogni diritto alle incentivazioni medesime.
Su motivata richiesta dei soggetti di cui al comma 1, con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, previo parere favorevole degli enti locali competenti, la localizzazione degli impianti previsti nelle convenzioni di cui al medesimo comma puo’ essere modificata a condizione che la funzionalita’ della rete elettrica nella nuova area interessata non risulti pregiudicata. La richiesta non sospende alcuno dei termini di cui ai commi 1 e 2 e, nel caso di rinuncia a ogni incentivo pubblico, e’ accolta, anche in assenza di motivazioni, e comunicata all’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, a condizione che siano stati espressi i pareri favorevoli dei predetti enti locali.
I soggetti di cui al comma 1 che, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, rinunciano espressamente alle facolta’ e agli obblighi sottoscritti negli atti di convenzione non sono soggetti ad alcuna sanzione.
Fatte salve le disposizioni che disciplinano la localizzazione, la costruzione e l’esercizio di impianti di recupero di rifiuti, per gli stessi impianti la localizzazione prevista nelle convenzioni di cui al comma 1 puo’ essere modificata previa comunicazione dei soggetti interessati al Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, e previo parere favorevole degli enti locali competenti per territorio. Con le stesse modalita’ i produttori che, per documentati motivi tecnici, non soddisfino i limiti di potenza dedicata stabiliti in tali convenzioni possono trasferire in altro sito le quote di potenza elettrica non producibili nel sito originario. La comunicazione non sospende alcuno dei termini di cui ai commi 1 e 2.
Art. 16.

Prerogative della regione autonoma della Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano

Sono fatte salve le prerogative statutarie della regione autonoma Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano, secondo quanto previsto ai commi 15 e 16 dell’articolo 2 della legge 14 novembre 1995, n. 481. Il necessario coordinamento tra le norme del presente decreto ed i vigenti ordinamenti statutari della regione Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano e’ demandato ad apposite norme di attuazione dei relativi statuti da emanare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nonche’ al decreto legislativo da emanare ai sensi dell’articolo 12, comma 10, del presente decreto.
Le norme di attuazione degli statuti di cui al comma 1 possono definire norme anche indipendentemente dalla disciplina di cui ai commi 3, 6 e 7 dell’articolo 12.
Art. 17.

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 16 marzo 1999

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e’ operato il rinvio, Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Nota al titolo:

La direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 1996, concernente norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica, e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee n. L 27 del 30 gennaio 1997.

Note alle premesse:

L’art. 76 della Costituzione regola la delega al Governo dell’esercizio della funzione legislativa, e stabilisce che essa non puo’ avvenire se non con determinazione di principi e criteri direttive, e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
L’art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
La legge 14 novembre 1995, n. 481, recante: “Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilita’. Istituzione delle Autorita’ di regolazione dei servizi di pubblica utilita’”, e’ pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 270 del 18 novembre 1995 – serie generale.
Per la direttiva 96/92/CE vedi in nota al titolo.
La legge 24 aprile 1998, n. 128, recante: “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee”, e’ pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 104 del 7 maggio 1998 – serie generale; l’art. 36 cosi’ recita:
“Art. 36 (Norme per il mercato dell’energia elettrica).
1. Al fine di promuovere la liberalizzazione del settore energetico, il Governo e’ delegato ad emanare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu’ decreti legislativi, per dare attuazione alla direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, recante norme comuni per il mercato interno per l’energia elettrica, e ridefinire conseguentemente tutti gli aspetti rilevanti del sistema elettrico nazionale, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:
prevedere che la liberalizzazione del mercato avvenga nel quadro di regole che garantiscano lo svolgimento del servizio pubblico, l’universalita’, la qualita’ e la sicurezza del medesimo, in particolare con l’applicazione al mercato dei clienti vincolati di una tariffa unica nazionale e l’istituzione dell’acquirente unico al fine di garantire la disponibilita’ della capacita’ produttiva necessaria, la gestione dei contratti, la fornitura e la tariffa unica;
prevedere che il gestore della rete di trasmissione sia anche il dispacciatore, garantendo sia la funzione pubblicistica sia la neutralita’ di tale servizio al fine di assicurare l’accesso paritario a tutti gli utilizzatori;
attribuire al Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sentiti il Ministro del commercio con l’estero e l’Autorita’ per l’energia elettrica ed il gas, la responsabilita’ di salvaguardare la sicurezza e l’economicita’ del sistema di generazione elettrica nazionale per quanto riguarda l’utilizzo e l’approvvigionamento delle fonti energetiche primarie, operando per ridurre la vulnerabilita’ complessiva del sistema stesso; a tal fine individuare gli strumenti operativi atti ad influenzare l’evoluzione coerente del sistema di generazione nazionale;
favorire nell’ambito della distribuzione, laddove sono attualmente presenti piu’ soggetti operanti nello stesso territorio, iniziative che, in base a criteri di massima trasparenza, attraverso normali regole di mercato portino alla loro aggregazione, valorizzando le imprese degli enti locali;
incentivare, attraverso un’adeguata politica di sostegno e di stimolo, l’uso delle energie rinnovabili e il risparmio energetico, anche con l’obiettivo di una riduzione delle emissioni di CO 2 ;
definire le misure per assicurare condizioni di reciprocita’ nei confronti degli Stati membri dell’Unione europea, in relazione al grado di apertura dei loro mercati, anche al fine di assicurare la parita’ competitiva sul mercato europeo delle aziende elettriche italiane e dell’industria dell’indotto;
collocare la liberalizzazione del mercato elettrico nazionale nell’ottica dell’integrazione europea dei mercati nazionali dell’energia elettrica prevista dalla direttiva comunitaria, finalizzando i decreti legislativi anche all’obiettivo di facilitare la transizione dell’industria nazionale ai nuovi assetti europei”.
Il D.Lgs. n. 281/1997 recante: “Definizione ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province e dei comuni, con la Conferenza Statocitta’ ed autonomie locali”, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 202 – serie generale – del 30 agosto 1997.
Nota all’art. 1:

L’art. 2, comma 12, della legge 14 novembre 1995, n. 481, citato in nota alle premesse, cosi’ recita:
“12. Ciascuna Autorita’ nel perseguire le finalita’ di cui all’articolo 1 svolge le seguenti funzioni:
formula osservazioni e proposte da trasmettere al Governo e al Parlamento sui servizi da assoggettare a regime di concessione o di autorizzazione e sulle relative forme di mercato, nei limiti delle leggi esistenti, proponendo al Governo le modifiche normative e regolamentari necessarie in relazione alle dinamiche tecnologiche, alle condizioni di mercato ed all’evoluzione delle normative comunitarie;
propone ai Ministri competenti gli schemi per il rinnovo nonche’ per eventuali variazioni dei singoli atti di concessione o di autorizzazione, delle convenzioni e dei contratti di programma;
controlla che le condizioni e le modalita’ di accesso per i soggetti esercenti i servizi, comunque stabilite, siano attuate nel rispetto dei principi della concorrenza e della trasparenza, anche in riferimento alle singole voci di costo, anche al fine di prevedere l’obbligo di prestare il servizio in condizioni di eguaglianza, in modo che tutte le ragionevoli esigenze degli utenti siano soddisfatte, ivi comprese quelle degli anziani e dei disabili, garantendo altresi’ il rispetto dell’ambiente, la sicurezza degli impianti e la salute degli addetti;
propone la modifica delle clausole delle concessioni e delle convenzioni, ivi comprese quelle relative all’esercizio in esclusiva, delle autorizzazioni, dei contratti di programma in essere e delle condizioni di svolgimento dei servizi, ove cio’ sia richiesto dall’andamento del mercato o dalle ragionevoli esigenze degli utenti, definendo altresi’ le condizioni tecnicoeconomiche di accesso e di interconnessione alle reti, ove previsti dalla normativa vigente;
stabilisce e aggiorna, in relazione all’andamento del mercato, la tariffa base, i parametri e gli altri elementi di riferimento per determinare le tariffe di cui ai commi 17, 18 e 19, nonche’ le modalita’ per il recupero dei costi eventualmente sostenuti nell’interesse generale in modo da assicurare la qualita’, l’efficienza del servizio e l’adeguata diffusione del medesimo sul territorio nazionale, nonche’ la realizzazione degli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse di cui al comma 1 dell’articolo 1, tenendo separato dalla tariffa qualsiasi tributo od onere improprio; verifica la conformita’ ai criteri di cui alla presente lettera delle proposte di aggiornamento delle tariffe annualmente presentate e si pronuncia, sentiti eventualmente i soggetti esercenti il servizio, entro novanta giorni dal ricevimento della proposta; qualora la pronuncia non intervenga entro tale termine, le tariffe si intendono verificate positivamente;
emana le direttive per la separazione contabile e amministrativa e verifica i costi delle singole prestazioni per assicurare, tra l’altro, la loro corretta disaggregazione e imputazione per funzione svolta, per area geografica e per categoria di utenza evidenziando separatamente gli oneri conseguenti alla fornitura del servizio universale definito dalla convenzione, provvedendo quindi al confronto tra essi e i costi analoghi in altri Paesi, assicurando la pubblicizzazione dei dati;
controlla lo svolgimento dei servizi con poteri di ispezione, di accesso, di acquisizione della documentazione e delle notizie utili, determinando altresi’ i casi di indennizzo automatico da parte del soggetto esercente il servizio nei confronti dell’utente ove il medesimo soggetto non rispetti le clausole contrattuali o eroghi il servizio con livelli qualitativi inferiori a quelli stabiliti nel regolamento di servizio di cui al comma 37, nel contratto di programma ovvero ai sensi della lettera h);
emana le direttive concernenti la produzione e l’erogazione dei servizi da parte dei soggetti esercenti i servizi medesimi, definendo in particolare i livelli generali di qualita’ riferiti al complesso delle prestazioni e i livelli specifici di qualita’ riferiti alla singola prestazione da garantire all’utente, sentiti i soggetti esercenti il servizio e i rappresentanti degli utenti e dei consumatori, eventualmente differenziandoli per settore e tipo di prestazione; tali determinazioni producono gli effetti di cui al comma 37;
assicura la piu’ ampia pubblicita’ delle condizioni dei servizi; studia l’evoluzione del settore e dei singoli servizi, anche per modificare condizioni tecniche, giuridiche ed economiche relative allo svolgimento o all’erogazione dei medesimi; promuove iniziative volte a migliorare le modalita’ di erogazione dei servizi; presenta annualmente al Parlamento e al Presidente del Consiglio dei Ministri una relazione sullo stato dei servizi e sull’attivita’ svolta;
pubblicizza e diffonde la conoscenza delle condizioni di svolgimento dei servizi al fine di garantire la massima trasparenza, la concorrenzialita’ dell’offerta e la possibilita’ di migliori scelte da parte degli utenti intermedi o finali;
valuta reclami, istanze e segnalazioni presentate dagli utenti o dai consumatori, singoli o associati, in ordine al rispetto dei livelli qualitativi e tariffari da parte dei soggetti esercenti il servizio nei confronti dei quali interviene imponendo, ove opportuno, modifiche alle modalita’ di esercizio degli stessi ovvero procedendo alla revisione del regolamento di servizio di cui al comma 37;
verifica la congruita’ delle misure adottate dai soggetti esercenti il servizio al fine di assicurare la parita’ di trattamento tra gli utenti, garantire la continuita’ della prestazione dei servizi, verificare periodicamente la qualita’ e l’efficacia delle prestazioni all’uopo acquisendo anche la valutazione degli utenti, garantire ogni informazione circa le modalita’ di prestazione dei servizi e i relativi livelli qualitativi, consentire a utenti e consumatori il piu’ agevole accesso agli uffici aperti al pubblico, ridurre il numero degli adempimenti richiesti agli utenti semplificando le procedure per l’erogazione del servizio, assicurare la sollecita risposta a reclami, istanze e segnalazioni nel rispetto dei livelli qualitativi e tariffari;
propone al Ministro competente la sospensione o la decadenza della concessione per i casi in cui tali provvedimenti siano consentiti dall’ordinamento;
controlla che ciascun soggetto esercente il servizio adotti, in base alla direttiva sui principi dell’erogazione dei servizi pubblici del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 gennaio 1994, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 43 del 22 febbraio 1994, una carta di servizio pubblico con indicazione di standards dei singoli servizi e ne verifica il rispetto”.
Nota all’art. 2:

L’art. 4, numero 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643 (Istituzione dell’Ente nazionale per la energia elettrica e trasferimento ad esso delle imprese esercenti le industrie elettriche), cosi’ recita:
“Art. 4. – Le norme di cui all’art. 2 sui trasferimenti disposti dal quarto comma dell’art. 1 dovranno attenersi ai seguenti principi e criteri direttivi:
1) – 7) (Omissis);
8) non sono soggette a trasferimento all’Ente le imprese che non abbiano prodotto oppure prodotto e distribuito mediamente nel biennio 1959-60 piu’ di 15 milioni di chilowattore per anno. Le medesime imprese saranno soggette a trasferimento all’Ente nazionale allorche’ l’energia prodotta, oppure prodotta e distribuita, avra’ per due anni consecutivi superato i 15 milioni di chilowattore per anno;
Tale limite e’ elevato a 20 milioni di kWh per le imprese che operano nelle piccole isole.
Per le altre imprese l’elevazione del limite fino a 40 milioni di kWh annui e’ consentita quando l’energia elettrica eccedente i 15 milioni di kWh proviene da fonte diversa da idrocarburi. L’autorizzazione e’ concessa dal Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato entro tre mesi dalla presentazione della domanda, a condizione che le imprese produttrici presentino al Ministero dell’industria, il commercio e l’artigianato un piano di trasformazione degli impianti la cui realizzazione non potra’ comunque protrarsi oltre due anni dalla approvazione dello stesso.
Resta fermo che, ad accezione delle imprese che operano nelle piccole isole, l’integrazione tariffaria alle imprese elettriche minori puo’ essere riconosciuta proquota sulla base dei provvedimenti vigenti in materia entro e non oltre i 15 milioni di kWh annui”.
Note all’art. 3:

L’art. 8 della direttiva 83/189/CEE del Consiglio del 28 marzo 1983, che prevede una procedura di informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, cosi’ recita:
“Art. 8. Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione qualsiasi progetto di regola tecnica, salvo che si tratti di una semplice trasposizione integrale di una norma internazionale o europea, nel qual caso e’ sufficiente una semplice informazione sulla norma stessa; essi le comunicano brevemente anche i motivi che rendono necessario adottare tale regola tecnica a meno che non risultino gia’ dal progetto.
La Commissione informa senza indugio gli altri Stati membri del progetto essa puo’ anche sottoporlo al parere del comitato.
La Commissione e gli Stati membri possono inviare allo Stato membro che ha presentato il progetto di regola tecnica osservazioni di cui lo Stato membro terra’ conto, per quanto possibile, nella stesura definitiva della regola tecnica.
Quando uno Stato membro o la Commissione ne fanno espressa richiesta, gli Stati membri comunicano immediatamente il testo definitivo di una regola tecnica.
Le informazioni fornite in virtu’ del presente articolo sono riservate.
Tuttavia, prendendo le necessarie precauzioni, il comitato e le amministrazioni nazionali possono consultare persone fisiche o giuridiche anche appartenenti al settore privato”.
Per la legge n. 481 del 1995 vedi nelle note alle premesse.
Per il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 vedi nelle note alle premesse.
L’art. 2, comma 20, lettera c), della citata legge 14 novembre 1995, cosi’ recita:
“20. Per lo svolgimento delle proprie funzioni, ciascuna Autorita’:
a)-b) (Omissis);
c) irroga, salvo che il fatto costituisca reato, in caso di inosservanza dei propri provvedimenti o in caso di mancata ottemperanza da parte dei soggetti esercenti il servizio, alle richieste di informazioni o a quelle connesse all’effettuazione dei controlli, ovvero nel caso in cui le informazioni e i documenti acquisiti non siano veritieri, sanzioni amministrative pecuniarie non inferiori nel minimo a lire 50 milioni e non superiori nel massimo a lire 300 miliardi; in caso di reiterazione delle violazioni ha la facolta’, qualora cio’ non comprometta la fruibilita’ del servizio da parte degli utenti, di sospendere l’attivita’ di impresa fino a 6 mesi ovvero proporre al Ministro competente la sospensione o la decadenza della concessione”.
Il comma 3 dell’art. 22 della legge 9 gennaio 1991 n. 9 (Norme per l’attivazione del nuovo piano energetico nazionale. Aspetti istituzionali, centrali idroelettriche ed elettrodotti, idrocarburi e geotermia, autoproduzione e disposizioni fiscali), cosi’ recita:
“3. L’eccedenza di energia elettrica prodotta dagli impianti di cui al presente articolo e’ ceduta all’Enel e alle imprese produttrici e distributrici di cui all’art. 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dall’art. 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308″.
Il Titolo IV, lettera B), del provvedimento CIP n. 6/1992, cosi’ recita:
” B) Contributi alle imprese produttricidistributrici.
Alla nuova energia elettrica prodotta ed immessa nella rete pubblica dalle imprese produttricidistributrici con impianti utilizzanti fonti rinnovabili ed assimilate viene riconosciuto un contributo pari alla somma del costo evitato di combustibile e della componente relativa alla specifica tipologia di impianto, definita nel precedente titolo II, punto 3.
Il contributo, nelle sue due componenti, segue la regolamentazione di cui alla precedente lettera A).
Per gli impianti che utilizzano combustibili fossili la componente relativa al costo di combustibile non e’ cumulabile con il contributo onere termico della C.C.S.E.”.
L’art. 22, comma 2, della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (Attuazione del piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia), cosi’ recita:
“2. Con il decreto di cui al comma 1 puo’ essere altresi’ prevista presso la Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie di base la costituzione di un’apposita segreteria tecnicooperativa, costituita da non piu’ di dieci esperti con incarico quinquennale rinnovabile per non piu’ di una volta scelti fra docenti universitari, ricercatori e tecnici di societa’ di capitale – con esclusione delle imprese private – specificamente operanti nel settore energetico, di enti pubblici e di pubbliche amministrazioni, con esclusione del personale del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato. Il trattamento economico degli esperti di cui al presente comma e’ determinato con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato di intesa con il Ministro del tesoro, in misura non inferiore a quello spettante presso l’ente o l’amministrazione o l’impresa di apparte- nenza. I dipendenti pubblici sono collocati fuori ruolo per l’intera durata dell’incarico o nell’analoga posizione prevista dai rispettivi ordinamenti”.
Nota all’art. 5:

L’art. 20, comma 4, della citata direttiva 96/92/CE, cosi’ recita:
“4. In caso di controversie transfrontaliere, l’autorita’ competente per la soluzione delle controversie e’ quella che copre la rete dell’acquirente unico o del gestore della rete che ne nega l’uso o l’accesso”.
Note all’art. 7:

L’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), cosi’ recita:
“2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l’esercizo della potesta’ regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l’abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall’entrata in vigore delle norme regolamentari”.
Per il titolo del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, vedi nelle note alle premesse.
Note all’art. 8:

L’art. 15 della legge 10 ottobre 1990, n. 287 (Norme per la tutela della concorrenza e del mercato), cosi’ recita:
“Art. 15 (Diffide e sanzioni).
Se a seguito dell’istruttoria di cui all’art. 14 l’Autorita’ ravvisa infrazioni agli articoli 2 o 3, fissa alle imprese e agli enti interessati il termine per l’eliminazione delle infrazioni stesse. Nei casi di infrazioni gravi, tenuto conto della gravita’ e della durata dell’infrazione, dispone inoltre l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria in misura non inferiore all’uno per cento e non superiore al dieci per cento del fatturato realizzato in ciascuna impresa o ente nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notificazione della diffida relativamente ai prodotti oggetto dell’intesa o dell’abuso di posizione dominante, determinando i termini entro i quali l’impresa deve procedere al pagamento della sanzione.
In caso di inottemperanza alla diffida di cui al comma 1, l’Autorita’ applica la sanzione amministrativa pecuniaria fino al dieci per cento del fatturato ovvero, nei casi in cui sia stata applicata la sanzione di cui al comma 1, di importo minimo non inferiore al doppio della sanzione gia’ applicata con un limite massimo del dieci per cento del fatturato come individuato al comma 1, determinando altresi il termine entro il quale il pagamento della sanzione deve essere effettuato. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorita’ puo’ disporre la sospensione dell’attivita’ d’impresa fino a trenta giorni”.
Per il testo dell’art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, vedi nelle note all’art. 7.
Note all’art. 9:

Per il testo dell’art. 4, numero 8), della legge 6 dicembre 1962, n. 1643, vedi nelle note all’art. 2.
L’art. 17, comma 3, della citata legge 23 agosto 1988, n. 400, cosi’ recita:
“3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma restando la necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione”.
Per il titolo del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, vedi nelle note all’art. 3.
Note all’art. 11:

L’art. 3, comma 7, della citata legge 14 novembre 1995, n. 481, cosi’ recita: “7. I provvedimenti gia’ adottati dal Comitato interministeriale prezzi e dal Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato in materia di energia elettrica e di gas conservano piena validita’ ed efficacia, salvo modifica o abrogazione disposta dal Ministro, anche nell’atto di concessione, o dalla Autorita’ competente. Il provvedimento CIP n. 6 del 29 aprile 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 109 del 12 maggio 1992, come integrato e modificato dal decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 4 agosto 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 10 agosto 1994, si applica, per tutta la durata del contratto, alle iniziative prescelte, alla data di entrata in vigore della presente legge, ai fini della stipula delle convenzioni, anche preliminari, previste dal decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 25 settembre 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 235 del 6 ottobre 1992, nonche’ alle proposte di cessione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili propriamente dette, presentate all’ENEL S.p.a. entro il 31 dicembre 1994 ed alle proposte di cessione di energia elettrica che utilizzano gas d’alto forno o di cokeria presentate alla medesima data, a condizione che in tali ultimi casi permanga la necessaria attivita’ primaria dell’azienda. Conservano altresi’ efficacia le disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 gennaio 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 9 marzo 1994. Per le altre iniziative continua ad applicarsi la normativa vigente, ivi compreso il citato provvedimento CIP n. 6 del 1992 ed i relativi aggiornamenti previsti dall’art. 22, comma 5, della legge 9 gennaio 1991, n. 9, che terranno conto dei principi di cui all’art. 1 della presente legge”.
Per il titolo del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, vedi nelle note all’art. 3.
Note all’art. 12:

La legge 18 maggio 1989, n. 183, recante: “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”, e’ pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 25 maggio 1989, n. 120.
L’art. 2 della legge 5 gennaio 1994, n. 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 19 gennaio 1994, n. 14, supplemento ordinario, cosi’ recita:
“Art. 2. (Usi delle acque).
L’uso dell’acqua per il consumo umano e’ prioritario rispetto agli altri usi del medesimo corpo idrico superficiale o sotterraneo. Gli altri usi sono ammessi quando la risorsa e’ sufficiente e a condizione che non ledano la qualita’ dell’acqua per il consumo umano.
Con decreto emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, ai sensi dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e’ adottato il regolamento per la disciplina delle modificazioni artificiali della fase atmosferica del ciclo naturale dell’acqua”.
Il comma 1 dell’art. 88 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, 59), cosi’ recita:
“1. Ai sensi dell’art. 1, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo 1997, n. 59, hanno rilievo nazionale i compiti relativi:
al censimento nazionale dei corpi idrici;
alla programmazione ed al finanziamento degli interventi di difesa del suolo;
alla determinazione di criteri, metodi e standard di raccolta elaborazione e consultazione dei dati, alla definizione di modalita’ di coordinamento e di collaborazione tra i soggetti pubblici operanti nel settore, nonche’ indirizzi volti all’accertamento, ricerca e studio degli elementi dell’ambiente fisico e delle condizioni generali di rischio; alla valutazione degli effetti conseguenti alla esecuzione dei piani, dei programmi e dei progetti su scala nazionale di opere nel settore della difesa del suolo;
alle direttive generali e di settore per il censimento ed il monitoraggio delle risorse idriche, per la disciplina dell’economia idrica e per la protezione delle acque dall’inquinamento;
alla formazione del bilancio idrico nazionale sulla scorta di quelli di bacino;
alle metodologie generali per la programmazione della razionale utilizzazione delle risorse idriche e alle linee di programmazione degli usi plurimi delle risorse idriche;
alle direttive e ai parametri tecnici per la individuazione delle aree a rischio di crisi idrica con finalita’ di prevenzione delle emergenze idriche;
ai criteri per la gestione del servizio idrico integrato come definito dall’art. 4 della legge 5 gennaio 1994, n. 36;
alla definizione dei livelli minimi dei servizi che devono essere garantiti in ciascun ambito territoriale ottimale di cui all’art. 8, comma 1, della legge 5 gennaio 1994, n. 36, nonche’ ai criteri ed agli indirizzi per la gestione dei servizi di approvvigionamento, di captazione e di accumulo per usi diversi da quello potabile;
alla definizione di meccanismi ed istituti di conguaglio a livello di bacino ai fini del riequilibrio tariffario;
i criteri e agli indirizzi per la programmazione dei trasferimenti di acqua per il consumo umano laddove il fabbisogno comporti o possa comportare il trasferimento di acqua tra regioni diverse e cio’ travalichi i comprensori di riferimento dei bacini idrografici;
ai compiti fissati dall’art. 17 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, in particolare alla adozione delle iniziative per la realizzazione delle opere e degli interventi di trasferimento di acqua;
ai criteri ed indirizzi per la disciplina generale dell’utilizzazione delle acque destinate a scopi idroelettrici ai sensi e nei limiti di cui all’art. 30 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, fermo restando quanto disposto dall’art. 29, comma 3;
alle direttive sulla gestione del demanio idrico anche volte a garantire omogeneita’, a parita’ di condizioni, nel rilascio delle concessioni di derivazione di acqua, secondo i principi stabiliti dall’art. 1 della legge 5 gennaio 1994, n. 36;
alla definizione ed all’aggiornamento dei criteri e metodi per il conseguimento del risparmio idrico previsto dall’art. 5 della legge 5 gennaio 1994, n 36;
– alla definizione del metodo normalizzato per definire le componenti di costo e determinare la tariffa di riferimento del servizio idrico;
– alle attivita’ di vigilanza e controllo indicate dagli articoli 21 e 22 della legge 5 gennaio 1994, n. 36;
– all’individuazione e delimitazione dei bacini idrografici nazionali e interregionali;
– all’esercizio dei poteri sostitutivi in caso di mancata istituzione da parte delle regioni delle autorita’ di bacino di rilievo interregionale di cui

– all’art. 15, comma 4, della legge 18 maggio 1989, n. 183, nonche’ dei poteri sostitutivi di cui agli articoli 18, comma 2, 19, comma 3, e 20, comma 4, della stessa legge;
– all’emanazione della normativa tecnica relativa alla progettazione e costruzione delle dighe di sbarramento e di opere di carattere assimilabile di qualsiasi altezza e capacita’ di invaso;
– alla determinazione di criteri, metodi e standard volti a garantire omogeneita’ delle condizioni di salvaguardia della vita umana, del territorio e dei beni;
– agli indirizzi generali ed ai criteri per la difesa delle coste;
– alla vigilanza sull’Ente autonomo acquedotto pugliese”.
Il comma 2 dell’art. 89 del citato decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, cosi’ recita:
“2. Sino all’approvazione del bilancio idrico su scala di bacino, previsto dall’art. 3 della legge 5 gennaio 1994, n. 36, le concessioni di cui al comma 1, lettera i), del presente articolo che interessino piu’ regioni sono rilasciate d’intesa tra le regioni interessate. In caso di mancata intesa nel termine di sei mesi dall’istanza, ovvero di altro termine stabilito ai sensi dell’art. 2 della legge n. 241 del 1990, il provvedimento e’ rimesso allo Stato”.
I commi 1 e 3 dell’art. 29 del citato decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, cosi’ recitano:
“1. Ai sensi dell’art. 1, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59, sono conservate allo Stato le funzioni e i compiti concernenti l’elaborazione e la definizione degli obiettivi e delle linee della politica energetica nazionale, nonche’ l’adozione degli atti di indirizzo e coordinamento per una articolata programmazione energetica a livello regionale”.
“3. In sede di recepimento della direttiva 96/1992/CE, lo Stato definisce obiettivi generali e vincoli specifici per la pianificazione regionale e di bacino idrografico in materia di utilizzazione delle risorse idriche ai fini energetici, disciplinando altresi’ le concessioni di grandi derivazioni di acqua pubblica per uso idroelettrico. Fino all’entrata in vigore delle norme di recepimento della direttiva 96/1992/CE le concessioni di grandi derivazioni per uso idroelettrico sono rilasciate dallo Stato d’intesa con la regione interessata. In mancanza dell’intesa, entro sessanta giorni dalla proposta, il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato decide, in via definitiva, motivatamente”.
L’art. 7 del citato decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, cosi’ recita:
“Art. 7. –
I provvedimenti di cui all’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, determinano la decorrenza dell’esercizio da parte delle regioni e degli enti locali delle funzioni conferite ai sensi del presente decreto legislativo, contestualmente all’effettivo trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative. Con la medesima decorrenza ha altresi’ efficacia l’abrogazione delle corrispondenti norme previste dal presente decreto legislativo
Per garantire l’effettivo esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti, i provvedimenti di cui all’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, che individuano i beni e le risorse da ripartire tra le regioni e tra le regioni e gli enti locali, osservano i seguenti criteri:
la decorrenza dell’esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti contestualmente all’effettivo trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane, organizzative e strumentali, puo’ essere graduata, secondo date certe, in modo da completare il trasferimento entro il 31 dicembre 2000;
la devoluzione alle regioni e agli enti locali di una quota delle risorse ertimes new romani deve garantire la congrua copertura, ai sensi e nei termini di cui al comma 3 del presente articolo, degli oneri derivanti dall’esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti nel rispetto dell’autonomia politica e di programmazione degli enti; in caso di delega regionale agli enti locali, la legge regionale attribuisce ai medesimi risorse finanziarie tali da garantire la congrua copertura degli oneri derivanti dall’esercizio delle funzioni delegate, nell’ambito delle risorse a tale scopo effettivamente trasferite dallo Stato alle regioni;
ai fini della determinazione delle risorse da trasferire, si effettua la compensazione con la diminuzione di entrate ertimes new romani derivanti dal conferimento delle medesime entrate alle regioni ed agli enti locali ai sensi del presente decreto legislativo
Con i provvedimenti di cui all’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, alle regioni e agli enti locali destinatari delle funzioni e dei compiti conferiti sono attribuiti beni e risorse corrispondenti per ammontare a quelli utilizzati dallo Stato per l’esercizio delle medesime funzioni e compiti prima del conferimento. A fini della quantificazione, si tiene conto:
dei beni e delle risorse utilizzati dallo Stato in un arco temporale pluriennale, da un minimo di tre ad un massimo di cinque anni;
dell’andamento complessivo delle spese finali iscritte nel bilancio statale nel medesimo periodo di riferimento;
dei vincoli, degli obiettivi e delle regole di variazione delle entrate e delle spese pubbliche stabiliti nei documenti di programmazione economicofinanziaria, approvati dalle Camere, con riferimento sia agli anni che precedono la data del conferimento, sia agli esercizi considerati nel bilancio pluriennale in vigore alla data del conferimento medesimo.
Con i provvedimenti, di cui all’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, si provvede alla individuazione delle modalita’ e delle procedure di trasferimento, nonche’ dei criteri di ripartizione del personale. Ferma restando l’autonomia normativa e organizzativa degli enti territoriali riceventi, al personale trasferito e’ comunque garantito il mantenimento della posizione retributiva gia’ maturata. Il personale medesimo puo’ optare per il mantenimento del trattamento previdenziale previgente.
Al personale inquadrato nei ruoli delle regioni, delle province, dei comuni e delle comunita’ montane, si applica la disciplina sul trattamento economico e stipendiale e sul salario accessorio prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro per il comparto regioniautonomie locali.
Gli oneri relativi al personale necessario per le funzioni conferite incrementano in pari misura il tetto di spesa di cui all’art. 1, comma 9, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.
Nelle materie oggetto di conferimento di funzioni e di compiti ai sensi del presente decreto legislativo, lo Stato provvede al finanziamento dei fondi previsti in leggi pluriennali di spesa mantenendo gli stanziamenti gia’ previsti dalle leggi stesse o dalla programmazione finanziaria triennale. Sono finanziati altresi, nella misura prevista dalla legge istitutiva, i fondi gestiti mediante convenzione, sino alla scadenza delle convenzioni stesse.
Al fine della elaborazione degli schemi di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, la Conferenza unificata Stato, regioni, citta’ e autonomie locali, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, di seguito denominata “Conferenza unificata”, promuove accordi tra Governo, regioni ed enti locali, ai sensi dell’art. 9, comma 2, lettera c), del medesimo decreto legislativo. Gli schemi dei singoli decreti debbono contenere:
l’individuazione del termine, eventualmente differenziato, da cui decorre l’esercizio delle funzioni conferite e la contestuale individuazione delle quote di tributi e risorse ertimes new romani da devolvere agli enti, fermo restando quanto previsto dall’art. 48 della legge 27 dicembre 1997, n. 449;
l’individuazione dei beni e delle strutture da trasferire, in relazione alla ripartizione delle funzioni, alle regioni e agli enti locali;
la definizione dei contingenti complessivi, per qualifica e profilo professionale, del personale necessario per l’esercizio delle funzioni amministrative conferite e del personale da trasferire;
la congrua quantificazione dei fabbisogni finanziari in relazione alla concreta ripartizione di funzioni e agli oneri connessi al personale, con decorrenza dalla data di effettivo esercizio delle funzioni medesime, secondo i criteri stabiliti al comma 2 del presente articolo.
In caso di mancato accordo, il Presidente del Consiglio dei Ministri provvede, acquisito il parere della Conferenza unificata, ai sensi dell’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59.
Nei casi in cui lo Stato non provveda ad adottare gli atti e i provvedimenti di attuazione entro le scadenze previste dalla legge 15 marzo 1997, n. 59 e dal presente decreto legislativo, la Conferenza unificata puo’ predisporre lo schema dell’atto o del provvedimento e inviarlo al Presidente del Consiglio dei Ministri, per le iniziative di cui all’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59. Si applica a tal fine la disposizione di cui all’art. 2, comma 2, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Ove non si provveda al trasferimento delle risorse disposte ai sensi dell’art. 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59, nei termini previsti, la regione e gli enti locali interessati chiedono alla Conferenza unificata di segnalare il ritardo o l’inerzia al Presidente del Consiglio dei Ministri, che indica il termine per provvedere. Decorso inutilmente tale termine il Presidente del Consiglio dei Ministri nomina un commissario ad acta”.
L’art. 10 del citato decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, cosi’ recita:
“Art. 10. – 1. Con le modalita’ previste dai rispettivi statuti si provvede a trasferire alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, in quanto non siano gia’ attribuite, le funzioni e i compiti conferiti dal presente decreto legislativo alle regioni a statuto ordinario”.
I commi 4 e 5 dell’art. 89 del citato decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, cosi’ recitano:
“4. Le funzioni conferite con il presente articolo sono esercitate in modo da garantire l’unitaria considerazione delle questioni afferenti ciascun bacino idrografico.
5. Per le opere di rilevante importanza e suscettibili di interessare il territorio di piu’ regioni, lo Stato e le regioni interessate stipulano accordi di programma con i quali sono definite le appropriate modalita’, anche organizzative, di gestione”.
Il testo dell’art. 9 del D.P.R. 18 marzo 1965, n. 342 (Norme integrative della legge 6 dicembre 1962, n. 1643 e norme relative al coordinamento e all’esercizio delle attivita’ elettriche esercitate da enti ed imprese diversi dall’Ente nazionale per l’energia elettrica), come modificato dal presente decreto, e’ il seguente:
“Art. 9. – 1. (Abrogato).
2. (Abrogato).
3. (Abrogato).
4. Le concessioni e le autorizzazioni provvisorie rilasciate a enti e imprese diversi dall’Ente nazionale per l’energia elettrica per le quali, alla data del presente decreto non siano ancora stati iniziati i lavori di costruzione degli impianti, cessano di avere efficacia. La disposizione non si applica agli enti ed imprese che siano stati autorizzati ad esercitare le attivita’ di cui all’art. 1 della legge 6 dicembre 1962, n. 1643.
5. (Abrogato).
6. Le autorizzazioni per l’impianto degli elettrodotti da costruirsi da parte dell’Ente nazionale per l’energia elettrica sono accordate:
a) dal Ministro per i lavori pubblici, sentito il Consiglio superiore, per gli elettrodotti la cui tensione normale di esercizio e’ uguale o superiore a 120.000 Volt;
b) dal provveditore regionale alle opere pubbliche, sentito il comitato tecnico amministrativo, per gli elettrodotti la cui tensione e’ inferiore a 120.000 Volt.
7. Gli stessi organi autorizzano, in via provvisoria, nei casi di urgenza, l’inizio delle costruzioni degli elettrodotti di cui sopra.
8. I decreti di autorizzazione degli elettrodotti da costruirsi da parte dell’Ente nazionale per la energia elettrica hanno efficacia di dichiarazione di pubblica utilita’ nonche’ di indifferibilita’ ed urgenza delle opere relative agli elettrodotti medesimi, ai sensi e per gli effetti dell’art. 71 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, e successive modificazioni.
9. I decreti di autorizzazione in via provvisoria di cui all’art. 113 del testo unico 11 dicembre 1933, n. 1775, hanno anche essi efficacia di dichiarazione di indifferibilita’ ed urgenza.
10. Gli elettrodotti da costruirsi da parte dell’Ente nazionale per l’energia elettrica a tensione uguale o superiore a 220.000 Volt sono inamovibili e ad essi non si applicano le disposizioni del quarto, quinto e sesto comma dell’art. 122 del testo unico 11 dicembre 1933, n. 1775.
11. (Abrogato)”.
Note all’art. 14:

L’art. 10 del D.P.R. 26 marzo 1977, n. 235 (Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto-Adige in materia di produzione e distribuzione di energia idroelettrica), cosi’ recita:
“Art. 10. – Le province, al fine di concorrere al conseguimento delle finalita’ di cui al primo comma dell’art. 9, costituiranno una azienda speciale con iseguenti compiti:
coordinamento tecnico dell’attuazione delle deliberazioni del comitato di cui all’art. 9;
controllo tecnico delle aziende di distribuzione per quanto riguarda l’attuazione delle deliberazioni di cui alla precedente lettera a) ed in ordine all’osservanza delle norme tecniche vigenti;
costruzione e gestione delle linee di interconnessione ad alta tensione comprese le relative sottostazioni di trasferimento per la consegna alle aziende distributrici al fine di assicurare l’interscambio nel territorio provinciale, nonche’ acquisizione dall’Enel delle linee aventi la stessa funzione ed indicate nel piano tecnico di cui all’art. 9,comma terzo, n. 2), per tale acquisizione il disposto dei precedenti articoli 4, 5 e 7;
assistenza tecnica ed amministrativa e servizi comuni a favore delle aziende distributrici;
altri compiti attribuiti dalle province.
Con la costituzione dell’azienda provinciale di cui al primo comma e’ trasferito all’azienda stessa un contingente del personale in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto presso gli uffici delle rispettive sedi di zona dell’Enel, nonche’ all’azienda provinciale di Trento un contingente del personale in servizio presso il distretto Enel di Trento salvo intesa tra le due province in ordine al passaggio di parte di questo personale all’azienda provinciale di Bolzano; i suddetti contingenti sono determinati con decreto del Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato previa intesa tra l’Enel e la interessata”.

L’art. 7 della legge 10 ottobre 1990, n. 287 (Norme per la tutela della concorrenza e del mercato), cosi’ recita:
“Art. 7 (Controllo).
1. Ai fini del presente titolo si ha controllo nei casi contemplati dall’art.2359 del codice civile ed inoltre in presenza di diritti, contratti o altri rapporti giuridici che conferiscono, da soli o , e tenuto conto delle circostanze di fatto e di diritto la possibilita’ di esercitare un’influenza determinante sulle attivita’ di un’impresa, anche attraverso:
a) diritti di proprieta’ o di godimento sulla totalita’ o su parti del patrimonio di un’impresa;
b) diritti, contratti o altri rapporti giuridici che conferiscono un’influenza determinante sulla composizione, sulle deliberazioni o sulle decisioni degli organi di un’impresa.
2. Il controllo e’ acquisito dalla persona o dalla impresa o dal gruppo di persone o di imprese:
a) che siano titolari dei diritti o beneficiari dei contratti o soggetti degli altri rapporti giuridici suddetti;
b) che, pur non essendo titolari di tali diritti o beneficiari di tali contratti o soggetti di tali rapporti giuridici, abbiano il potere di esercitare i diritti che ne derivano”.
Per l’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, vedi nelle note all’art. 9
Note all’art. 15:

Per l’art. 3, comma 7, della legge 14 novembre 1995, n. 481, vedi nelle note all’art. 11.
Note all’art. 16:

L’art. 2, commi 15 e 16, della citata legge 14 novembre 1995, n. 481, cosi’ recitano:
“15. Nelle province autonome di Trento e di Bolzano si applicano gli articoli 12 e 13 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e le relative di attuazione contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 22 marzo 1974, n. 381, e nel decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1977, n. 235.
16. Nella regione Valle d’Aosta si applicano le norme contenute negli articoli 7, 8, 9 e 10 dello statuto speciale, approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4″.

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